RUOLO DELLA OSTEOPATIA NEL TRATTAMENTO DEGLI ACUFENI

Una quota consistente di pazienti, affetti da acufeni, riconosce come concausa e talora come unica causa scatenante una sofferenza al di fuori della via acustica, periferica o centrale. Gli acufeni di origine vascolare, talora, sono sostenuti da conflitti meccanici nel contesto del distretto vertebro-basilare; inplicate piu’ frequentemente le strutture del rachide, piu’ raramente i rapporti in sede intracranica con coinvolgimento di strutture nervose. Il ruolo della disfunzione della ATM può definirsi cruciale, date le sue correlazioni con il rachide e l’apparato odontostomatognatico.

A conclusione di questo breve elenco, è corretto accennare agli acufeni in corso di “ipertensione endocranica benigna”; si tratta di una patologia ben definita che presenta una linea di confine sfumata con situazioni dove l’ipertensione del liquor, pur meno intensa, è in grado di sostenere i sintomi. Gli acufeni in questo gruppo di pazienti presentano caratteri peculiari ad una attenta valutazione otorinolaringoiatrica (sintomatologia e valutazione strumentale), richiedono a lato della terapia “sonico frequenziale” un approccio manipolativo, in particolare osteopatico. L’osteopatia è una disciplina nata dalle esperienze del dott. Still e del suo allievo Sutherland; associa il rigore metodologico sul soma proprie delle medicine manipolative a concezioni di Medicina Quantistica. Mi riferisco in particolare alla respirazione craniale, autentico fenomeno frequenziale ed alla teoria del “campo morfico” che portano la metodologia osteopatica ad una dimensione quantistica.

  • Osteopata: titolo conseguito presso la scuola AIOT
  • Otorinolaringoiatra Omeopata: cofondatore della Associazione Italiana di
    Clinica Omeopatica